Le obbligazioni e il rischio tassi

Obbligazioni / Rischio tassi: perché il prezzo scende quando i rendimenti salgono?

Ogni investimento presenta rischi diversi, non sempre immediatamente percepibili. Con questo articolo iniziamo una nuova serie dedicata alle principali tipologie di rischio finanziario, con l’obiettivo di analizzarle in modo semplice, concreto e comprensibile. Il tema di oggi sarà il rischio tassi delle obbligazioni.

Conoscere i rischi non significa evitarli sempre e comunque, ma imparare a riconoscerli, valutarli e gestirli con maggiore consapevolezza. Questo vale anche per il mercato obbligazionario, spesso percepito come più tranquillo rispetto a quello azionario, ma non per questo privo di possibili criticità.

Iniziamo quindi da uno dei rischi più importanti e, allo stesso tempo, più sottovalutati dagli investitori: il rischio tassi.

Che cos’è il rischio tassi

Il rischio tassi è il rischio che il prezzo di un’obbligazione già presente sul mercato possa diminuire a seguito di un aumento dei tassi di interesse.

Questo accade perché le obbligazioni emesse in passato hanno una cedola fissa, stabilita al momento dell’emissione. Se, successivamente, il mercato inizia a offrire nuove obbligazioni con cedole più alte, i vecchi titoli diventano meno interessanti, almeno se mantenuti allo stesso prezzo.

Per tornare competitivi, quindi, devono adeguarsi attraverso una riduzione del prezzo di mercato.

Un esempio semplice

I numeri riportati nell’esempio sono puramente indicativi e non rappresentano dati reali. Servono solo a spiegare la logica del meccanismo nel modo più semplice possibile.

Immaginiamo un titolo governativo con durata iniziale di 10 anni, emesso a 100, con cedola fissa e rimborso finale sempre pari a 100. La cedola resta invariata nel tempo, mentre il prezzo di mercato può salire o scendere.

Anno 0

  • Inflazione: 2%
  • Prezzo di emissione: 100
  • Cedola nominale: 4%

Anno 1

  • Inflazione: 4%
  • Prezzo di emissione delle nuove obbligazioni: 100
  • Cedola nominale delle nuove obbligazioni: 8%

In questa ipotesi, nell’anno 1 un possibile investitore non avrebbe interesse ad acquistare il titolo emesso nell’anno 0 allo stesso prezzo di 100, perché la sua cedola nominale è più bassa rispetto a quella delle nuove emissioni.

Per renderlo nuovamente competitivo, il prezzo di mercato del vecchio titolo deve quindi scendere.

Ipotizziamo, per semplicità, che il prezzo passi da 100 a 90. A quel punto, per un nuovo acquirente, il titolo precedente torna più interessante: offre una cedola più bassa, ma permette anche di incassare una differenza positiva tra il prezzo di acquisto, pari a 90, e il valore di rimborso finale, pari a 100.

Per chi aveva acquistato il titolo a 100, invece, una vendita a 90 genererebbe una perdita in conto capitale.

Questo è il cuore del rischio tassi: quando i tassi salgono, il prezzo delle obbligazioni già emesse tende a scendere.

Grafico per spiegare il rischio tassi Esempio semplificato: quando inflazione e tassi aumentano, le nuove obbligazioni offrono cedole più elevate. Per rendere competitive le obbligazioni già emesse con cedole più basse, il loro prezzo di mercato tende a scendere.

Perché il rendimento non coincide solo con la cedola

Uno degli errori più frequenti consiste nel valutare un’obbligazione guardando solo la cedola.

In realtà, il rendimento effettivo dipende da più elementi:

  • la cedola incassata nel tempo;
  • il prezzo di acquisto;
  • il prezzo di vendita o di rimborso;
  • il tempo mancante alla scadenza;
  • il livello dei tassi di mercato.

Per questo motivo, due obbligazioni con cedole diverse possono diventare ugualmente interessanti se il loro prezzo di mercato si adegua.

Nel nostro esempio, il vecchio titolo con cedola al 4% può tornare competitivo solo se il suo prezzo scende sotto il valore di rimborso. In questo modo, la minore cedola viene compensata, almeno in parte, dal possibile guadagno in conto capitale a scadenza.

Cosa succede quando inflazione e tassi aumentano

Quando l’inflazione aumenta, è ragionevole attendersi, almeno in molti contesti, anche un aumento dei tassi di interesse richiesti dal mercato.

Se i tassi salgono, le nuove emissioni obbligazionarie dovranno offrire rendimenti più elevati per risultare appetibili. Di conseguenza, le obbligazioni emesse in precedenza con cedole più basse tenderanno a perdere valore sul mercato.

Il meccanismo vale anche in senso opposto: quando i tassi scendono, le obbligazioni già emesse con cedole più elevate possono aumentare di prezzo, perché diventano più interessanti rispetto alle nuove emissioni.

Venditore e acquirente hanno prospettive diverse

Il rischio tassi deve essere valutato anche in base alla posizione dell’investitore.

Chi acquista un’obbligazione già scesa di prezzo può trovare un’opportunità interessante, perché compra sotto la pari e può beneficiare del rimborso finale a 100.

Chi invece possiede già il titolo e ha necessità di venderlo prima della scadenza può subire una perdita in conto capitale, anche se l’emittente è solido e continua a pagare regolarmente le cedole.

La differenza è fondamentale: lo stesso movimento di mercato può rappresentare un problema per un investitore e un’opportunità per un altro.

Mantenere il titolo fino a scadenza può risolvere il problema?

In molti casi, se l’obbligazione viene mantenuta fino alla scadenza naturale, il calo di prezzo può essere recuperato attraverso il rimborso finale a 100.

Questa soluzione, però, richiede tempo e può trasformarsi in un vincolo. Non sempre l’investitore può permettersi di attendere la scadenza naturale del titolo, soprattutto se ha bisogno di liquidità o se il tempo mancante al rimborso è ancora molto lungo.

Per questo motivo, prima di acquistare un’obbligazione, è importante valutare non solo la cedola, ma anche la durata residua, la propria situazione finanziaria e la possibilità concreta di mantenere il titolo fino alla scadenza.

Perché la durata è così importante

Il rischio tassi è generalmente più elevato quanto più lunga è la scadenza dell’obbligazione.

Un titolo a breve scadenza risente meno delle variazioni dei tassi, perché il rimborso è più vicino. Un titolo a lunga scadenza, invece, può subire oscillazioni di prezzo molto più ampie, proprio perché l’investitore rimane esposto più a lungo al confronto con i nuovi tassi di mercato.

Questo aspetto non sempre viene percepito correttamente dagli investitori finali. Spesso si guarda alla cedola più alta offerta dalle scadenze lunghe, senza valutare con sufficiente attenzione il maggiore rischio di oscillazione del prezzo.

Inoltre, non sempre il mercato remunera in modo adeguato il rischio assunto sulle scadenze più lontane. Per questo motivo, la scelta della durata deve sempre essere coerente con gli obiettivi dell’investitore, il suo orizzonte temporale e la sua reale capacità di sopportare eventuali oscillazioni.

La situazione attuale

In questa fase del ciclo economico mondiale, appare chiaro un aumento dell’inflazione in alcune delle aree economicamente più importati (USA ed Europa). Ne consegue che saranno probabili nuovi aumenti del costo del denaro da parte delle principali banche centrali mondiali. Ecco quindi che potrebbe realizzarsi la situazione indicata in questo articolo e i rendimenti hanno iniziato a crescere diminuendo di conseguenza i prezzi dei titoli attualmente in circolazione.

Conclusioni

Il rischio tassi è uno dei principali rischi del mercato obbligazionario.

Non riguarda necessariamente la capacità dell’emittente di rimborsare il capitale, ma il valore di mercato del titolo prima della scadenza. Anche un’obbligazione emessa da un soggetto affidabile può quindi subire una perdita di prezzo se i tassi di interesse salgono.

Per valutare correttamente un investimento obbligazionario non basta guardare la cedola. Occorre considerare il prezzo di acquisto, la durata, il rendimento complessivo, la possibilità di mantenere il titolo fino alla scadenza e il contesto dei tassi di mercato.

Conoscere questo meccanismo permette di affrontare il mercato obbligazionario con maggiore consapevolezza e di evitare decisioni dettate solo dall’apparente sicurezza della cedola.

Nei prossimi articoli analizzeremo altre tipologie di rischio legate al mondo obbligazionario e, più in generale, agli investimenti finanziari.

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