LONG PER TRADING – 18 FEBBRAIO 2019

Se é vero che i primi importanti livelli tecnici sono stati rotti al rialzo fornendo un segnale rialzista, é altrettanto vero che il contesto rimane problematico. La metodologia prevede a questo punto un segnale “LONG PER TRADING” nel senso che andranno selezionati pochi limitati titoli al rialzo con livelli di stop ben precisi. L’esposizione deve essere prudente e non va considerata come strutturale e di portafoglio, nel senso che potrebbe durare da qualche giorno a qualche settimana.

I conti deposito sono nuovamente interessanti? “Ni”

I conti deposito sono una tipologia di remunerazione di liquidità per i risparmiatori e una forma di approvvigionamento per la banca. Uno strumento di semplice uso e che produce un forte appagamento emotivo perché viene percepito come i “vecchi” BOT, semplice, sicuro e senza… patemi d’animo.

La loro redditività (per il cliente) o il costo (per la banca) variano in funzione: A) della facile reperibilità della liquidità B) del costo che l’intermediario deve sostenere.

Quindi se in determinate condizioni di mercato, è difficile approvvigionarsi oppure i tassi sono elevati, la banca per collocare questi conti dovrà proporre al cliente rendimenti più interessanti e di conseguenza sostenere costi più elevati. Ovviamente può valere il contrario in funzione delle condizioni di mercato di un certo periodo.

Un aspetto fondamentale da tenere in considerazione per i clienti è la solvibilità della banca in quanto – superati i 100.000 € di deposito – l’importo superiore entra nei limiti non protetti del famoso bail-in. Su questo tema abbiamo già scritto e accenniamo solo che in caso di importanti difficoltà per un istituto di credito, prima di arrivare a perdere la liquidità sul proprio conto corrente il percorso normativo è lungo e con diversi spunti per tutelare i risparmiatori.

Antecedentemente all’avvio del quantitative easing abbiamo utilizzato questi strumenti per diversi anni in quanto offrivano buoni rendimenti reali con un rischio ragionevole; poi nel momento in cui le banche hanno avuto liquidità illimitata a costo quasi pari a zero, hanno perso qualsiasi tipo di interesse.

Ora, come peraltro avevamo peraltro anticipato in questo articolo, la situazione sta iniziando a cambiare in funzione del fatto che la liquidità comincia ad essere drenata sul mercato e quindi le banche devono considerare di finanziarsi utilizzando (anche) i conti deposito.

È ora di riprendere ad utilizzarli? Si e no. Si se la necessità ha caratteristiche di “urgenza”, e no perché siamo solo all’inizio di questa fase. Il rischio – soprattutto su vincoli più lunghi e quindi potenzialmente più interessanti per gli investitori – è di sottoscrive un conto deposito e dopo pochi mesi reperirne sul mercato un’altro a condizioni ancora più interessanti, ma essendo ormai vincolati.

La pazienza, anche in questo caso, è una virtù che può pagare.