L’importanza non solo della scelta della qualità degli attivi, ma anche quella di spiegare con semplicità al cliente le motivazioni dietro alla scelta stessa

I conti deposito sono nuovamente interessanti? “Ni”

I conti deposito sono una tipologia di remunerazione di liquidità per i risparmiatori e una forma di approvvigionamento per la banca. Uno strumento di semplice uso e che produce un forte appagamento emotivo perché viene percepito come i “vecchi” BOT, semplice, sicuro e senza… patemi d’animo.

La loro redditività (per il cliente) o il costo (per la banca) variano in funzione: A) della facile reperibilità della liquidità B) del costo che l’intermediario deve sostenere.

Quindi se in determinate condizioni di mercato, è difficile approvvigionarsi oppure i tassi sono elevati, la banca per collocare questi conti dovrà proporre al cliente rendimenti più interessanti e di conseguenza sostenere costi più elevati. Ovviamente può valere il contrario in funzione delle condizioni di mercato di un certo periodo.

Un aspetto fondamentale da tenere in considerazione per i clienti è la solvibilità della banca in quanto – superati i 100.000 € di deposito – l’importo superiore entra nei limiti non protetti del famoso bail-in. Su questo tema abbiamo già scritto e accenniamo solo che in caso di importanti difficoltà per un istituto di credito, prima di arrivare a perdere la liquidità sul proprio conto corrente il percorso normativo è lungo e con diversi spunti per tutelare i risparmiatori.

Antecedentemente all’avvio del quantitative easing abbiamo utilizzato questi strumenti per diversi anni in quanto offrivano buoni rendimenti reali con un rischio ragionevole; poi nel momento in cui le banche hanno avuto liquidità illimitata a costo quasi pari a zero, hanno perso qualsiasi tipo di interesse.

Ora, come peraltro avevamo peraltro anticipato in questo articolo, la situazione sta iniziando a cambiare in funzione del fatto che la liquidità comincia ad essere drenata sul mercato e quindi le banche devono considerare di finanziarsi utilizzando (anche) i conti deposito.

È ora di riprendere ad utilizzarli? Si e no. Si se la necessità ha caratteristiche di “urgenza”, e no perché siamo solo all’inizio di questa fase. Il rischio – soprattutto su vincoli più lunghi e quindi potenzialmente più interessanti per gli investitori – è di sottoscrive un conto deposito e dopo pochi mesi reperirne sul mercato un’altro a condizioni ancora più interessanti, ma essendo ormai vincolati.

La pazienza, anche in questo caso, è una virtù che può pagare.

 

Il legame tra inflazione e tasso di disoccupazione. La curva di Phillips

Per comprendere meglio i movimenti dell’economia reale, ci sono dati (concettualmente semplici) che è interessante conoscere per meglio comprendere le conseguenze sui mercati e sui cicli economici.

Uno di questi è la curva di Phillips, quella teoria secondo cui tra tasso di disoccupazione e inflazione c’è una relazione forte e inversa. Quindi al salire di un parametro scende l’altro e, ovviamente, viceversa.

Non vogliamo tediarvi con considerazioni personali in quanto l’articolo dell’eccellente Vito Lops, spiega perfettamente e in modo comprensivo questa teoria che vi proponiamo nel processo di contribuzione alla formazione di una corretta cultura finanziaria elementare.

Vi consigliamo caldamente di leggerlo in un momento di tranquillità e con attenzione viste le conseguenze dirette e importanti che questa teoria riflette sull’economia e quindi nella vita quotidiana di tutti noi.

Buona lettura.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore

Ancora sulle criptovalute

Il tema delle criptovalute è ancora molto dibattuto soprattutto dopo i pesanti crolli di pochi giorni fa.

Se la tecnologia sottostante (Blockchain) è sicuramente molto interessante (quando saranno eliminati alcuni deficit attuali), i limiti del modo di queste valute sono ancora evidenti e pesanti.

Sono soprattutto due a nostro avviso i principali rischi: A) la mancanza di regolamentazione e quindi la pesante componente legata a vere e proprie truffe B) il rapporto tra premio e rischio che è ancora decisamente sbilanciato e limitato a investitori puramente speculativi come peraltro hanno dimostrato le oscillazioni dei corsi.

Sarà interessante seguire l’evoluzione di questi strumenti sia dal punto di vista normativo, sia da quello della selezione che comunque verrà fatta dal mercato.

In questo articolo de Il Sole 24 Ore ci sono interessanti spunti per riflettere su questi rischi.