RIALZO TECNICO O FONDAMENTALE? – 21 MARZO 2019

Nonostante si siano aggiunti alcuni segnali macroeconomici ai preesistenti segnali tecnici, continuiamo a prediligere un approccio prudente in questa fase, pur avendo incrementato moderatamente l’esposizione.  Per un’ esposizione più convinta é indispensabile attendere altri segnali e gli eventi dietro l’angolo (Brexit, rapporti CINA/USA) per non farsi cogliere in contropiede.

Interviene la CONSOB sulla trasparenza dei costi che il sistema non applica.

Questa volta si è addirittura mossa la massima autorità di controllo dei veicoli di investimento operante in Italia. E lo ha fatto addirittura con un richiamo ufficiale al mondo degli intermediari e del risparmio gestito.

Questo perché, nonostante abbia avuto tutto il tempo necessario per organizzarsi, non applica ancora la normativa inerente la trasparenza dei costi entrata finalmente in vigore dal 01 gennaio 2019. Appare evidente che l’inosservanza delle legge stessa è fonte di possibile danno per gli investitori proprio a causa delle notizie che continuano a non essere loro fornite.

Abbiamo già parlato più volte del tema dei costi, ma ci sembra interessante far notare che una normativa di tale importanza venga palesemente disattesa fino a giustificare un richiamo di tale entità.

Il problema reale e oggetto del contendere risiede nella necessità di esplicitare chiaramente e per scritto ai clienti tutti i costi che devono sostenere per investire i loro risparmi. Finora la trasparenza era decisamente bassa e in particolare non vi era l’obbligo di rendicontare annualmente, in modo estremamente dettagliato, tutti gli oneri pagati. In questa situazione i risparmiatori non avevano di fatto modo di avere percezione diretta di quanto “il servizio” fosse pesantemente gravato e quindi inefficiente.

Una conto è sapere che per un certo prodotto si paga (ammesso e non concesso di aver letto la documentazione contrattuale…) una certa percentuale X%. Molto più esplicito e pesante è leggere nero su bianco che il costo è stato magari di 4.000 euro! E non stiamo certamente parlando di grandi portafogli.

Contro l’applicazione della normativa emanata a livello europeo dall’ESMA e di conseguenza adottata da tutti i singoli Paesi Ue, è in atto un tentativo di ritardare (nuovamente!) l’applicazione della stessa e probabilmente anche di metterla almeno in parte in discussione.

Correttamente la CONSOB è intervenuta con un richiamo ufficiale ricordando che la normativa c’è e deve comunque essere applicata a prescindere. Vedremo quali saranno gli sviluppi e dei quali vi aggiorneremo.

 

ACCORDO COMMERCIALE – 7 MARZO 2019

Ci siamo accodati al rialzo dei mercati da circa due settimane, sfruttando i primi segnali tecnici di una certa consistenza. Il contesto, però, rimane decisamente incerto e continuiamo pertanto a suggerire un’esposizione misurata e con stop-loss precisi al fine di evitare che i profitti conseguiti si trasformino in perdite. Affinché quelle aperte si trasformino in posizioni di portafoglio sono però necessari dei segnali più consistenti, in attesa dei quali continuiamo a monitorare il contesto.