
Assicurazioni: cosa sono, a cosa servono e quali esigenze coprono
Le assicurazioni appartengono a un mondo molto ampio che comprende prodotti profondamente diversi tra loro.
Alcuni strumenti assicurativi hanno una funzione prevalentemente protettiva, perché servono a trasferire un rischio dall’assicurato alla compagnia assicurativa come per esempio la copertura per i danni della responsabilità civile sulla nostra autovettura. Altri, invece, sono collegati a esigenze di pianificazione, previdenza, tutela patrimoniale o passaggio generazionale.
In questo primo articolo analizziamo le caratteristiche generali del contratto assicurativo, partendo dalla definizione contenuta nel Codice Civile. Nei prossimi due articoli entreremo poi nel dettaglio delle due grandi aree del mondo assicurativo: le assicurazioni contro i danni e le assicurazioni legate alla vita, all’investimento e alla previdenza.
L’obiettivo più importante di questi articoli è illustrare la corretta logica di utilizzo delle diverse tipologie di prodotto per coprire delle specifiche aree di scopertura, molte delle quali non percepite dagli investitori, per soddisfare specifiche esigenze nel corretto processo di corretta e apprezzabile pianificazione finanziaria e patrimoniale.
Il secondo obiettivo è illustrare quando una polizza può essere davvero utile, quando risponde a una reale esigenza e quando, invece, rischia di trasformarsi in un prodotto costoso, poco efficiente o non coerente con gli obiettivi della persona.
Che cos’è un contratto di assicurazione
La definizione di contratto assicurativo, come riportato sul sito della Gazzetta Ufficiale, è descritta nell’articolo 1882 del Codice Civile:
L’assicurazione è il contratto col quale l’assicuratore, verso pagamento di un premio, si obbliga a rivalere l’assicurato, entro i limiti convenuti, del danno ad esso prodotto da un sinistro, ovvero a pagare un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana.
Si rilevavano immediatamente alcuni aspetti:
- L’assicuratore si impegna a rivalere l’assicurato per un danno o sinistro (caso A)
- L’assicuratore si impegna a pagare un capitale o una rendita (caso B) attinenti alla vita umana
- L’assicurato paga un premio determinato (che può essere fisso o variabile)
- Nel caso A l’evento oggetto del contratto è la copertura di un danno e quindi si realizza esclusivamente con una singola prestazione da parte dell’assicuratore
- Nel caso B l’evento è il verificarsi di un evento attinente la vita umana e quindi la prestazione può essere di tipo singolo, ma anche ripetuta nel tempo
È chiaro quindi che vengono soddisfatte esigenze completamente diverse.
Questa definizione, apparentemente semplice, permette inoltre di individuare alcuni elementi fondamentali.
L’assicuratore, cioè la compagnia assicurativa, assume un impegno nei confronti dell’assicurato. In cambio di questo impegno, l’assicurato — o il contraente della polizza — paga un premio.
La prestazione della compagnia può assumere forme diverse. Può consistere nel risarcimento o indennizzo di un danno causato da un sinistro, oppure nel pagamento di un capitale o di una rendita al verificarsi di un evento legato alla vita umana.
È importante sottolineare anche un altro aspetto: la prestazione dell’assicuratore non è illimitata, ma avviene sempre entro i limiti previsti dal contratto. Per questo motivo, prima di sottoscrivere una polizza, è essenziale comprendere bene massimali, franchigie, esclusioni, vincoli, costi e condizioni.
Le due grandi famiglie: danni e vita
Dalla definizione del Codice Civile emergono due grandi aree del mondo assicurativo.
La prima riguarda le assicurazioni contro i danni. In questo caso l’obiettivo è trasferire alla compagnia assicurativa il rischio economico derivante da un evento dannoso.
Rientrano in questa categoria, ad esempio, le coperture per la responsabilità civile auto, le polizze per i danni all’abitazione, le coperture per eventi atmosferici, le assicurazioni infortuni, malattia, invalidità o inabilità.
In tutti questi casi, l’assicurato paga un premio per proteggersi da un rischio che, se si verificasse, potrebbe generare un danno economico anche molto rilevante.
La seconda grande area riguarda invece le assicurazioni sulla vita. In questo caso l’evento assicurato è legato alla vita umana.
Gli eventi principali possono essere sostanzialmente due: la morte dell’assicurato oppure la sua sopravvivenza a una certa data.
Nel primo caso, la compagnia può pagare un capitale ai beneficiari indicati in polizza, che possono coincidere o meno con gli eredi.
Nel secondo caso, invece, l’assicurato può ricevere un capitale oppure una rendita periodica.
È proprio in questa seconda area che si collocano molte polizze con finalità previdenziali, finanziarie, successorie o di tutela patrimoniale. Si tratta di strumenti che devono essere valutati con particolare attenzione, perché possono presentare costi elevati, vincoli di durata, limitazioni nella liquidabilità e livelli di efficienza molto diversi tra loro.
Quali esigenze può soddisfare una polizza
Una corretta consulenza finanziaria non dovrebbe mai partire dal prodotto, ma dall’esigenza da soddisfare.
Nel caso delle assicurazioni, le esigenze principali sono due.
La prima è la protezione da rischi che potrebbero generare conseguenze economiche pesanti. In questo caso la polizza serve a trasferire un rischio dall’assicurato alla compagnia assicurativa.
È il principio alla base delle coperture danni: pago un premio certo e limitato per evitare di sopportare da solo un possibile danno futuro molto più rilevante. La copertura vale però solo fino a un determinato importo concordato contrattualmente.
La seconda esigenza riguarda invece la pianificazione di medio-lungo periodo. In questo ambito possono rientrare obiettivi previdenziali, esigenze di protezione della famiglia, tutela del patrimonio, trasmissione di ricchezza o organizzazione del passaggio generazionale.
Qui, però, la valutazione deve essere ancora più attenta. Non basta chiedersi se una polizza sia formalmente corretta o fiscalmente interessante. Bisogna capire se sia realmente efficiente, se i costi siano giustificati, se i vincoli siano accettabili e se esistano soluzioni alternative più semplici, trasparenti o meno onerose.
In questo caso i margini di inefficienza possono essere molto elevati, generando penalizzazioni più che vantaggi oggettivi.
La solidità della compagnia assicurativa
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la solidità della compagnia assicurativa.
Molti contratti assicurativi, soprattutto quelli legati alla vita, alla previdenza o all’investimento, hanno una durata medio-lunga. Questo significa che la compagnia dovrà essere in grado di onorare i propri impegni non solo oggi, ma anche negli anni futuri.
Per questo motivo, nella valutazione di una polizza non bisognerebbe considerare soltanto il premio da pagare, il possibile rendimento atteso o il beneficio fiscale eventualmente collegato.
Occorre valutare anche la solidità dell’intermediario e della compagnia, la chiarezza delle condizioni contrattuali, la struttura dei costi, le garanzie effettivamente previste e le conseguenze in caso di uscita anticipata.
Proprio in merito alla solidità nella mia esperienza professionale, quasi mai i sottoscrittori di questi contratti hanno valutato con la dovuta attenzione questo aspetto della compagnia alla quale si sono affidati. In molti casi addirittura si è sottoscritto il contratto perché proposto da un conoscente o da un assicuratore con il quale si hanno rapporti da anni. Questa caratteristica viene data quasi sempre automaticamente per scontata ma, nella realtà, non lo è affatto.
Questo tuttavia, senza nulla togliere ai proponenti, il livello di solidità può diventare un grave rischio perché in realtà, nulla è garantito. Sono eclatanti i due esempi della compagnia Eurovita, di fatto praticamente fallita ma all’ultimo momento acquisita da un pool di altre aziende per cercare di limitare il grave danno di immagine che questa ha generato per il mondo assicurativo, oppure dalla compagnia lussemburghese FWU che ha creato un pesante danno a molti investitori che ancora attendono un risarcimento che sarà quasi certamente irrisorio.
Ulteriore e più grave livello di rischio si può presentare quando si utilizza una compagnia di diritto estero non sottostante la normativa italiana, alimentando il contratto con disponibilità detenute direttamente all’estero. Ipotesi non banale nella quale non esiste di fatto alcuna protezione.
Una polizza quindi può sembrare conveniente nella fase di vendita, ma rivelarsi poco efficiente nel tempo se presenta costi elevati, penali, vincoli rigidi o garanzie meno solide di quanto apparisse inizialmente.
Il ruolo della consulenza finanziaria indipendente
Nel mondo assicurativo il rischio di confondere consulenza e vendita è particolarmente elevato.
Molti prodotti assicurativi sono complessi, hanno strutture di costo non sempre immediatamente comprensibili e vengono spesso proposti facendo leva su vantaggi fiscali, protezione del capitale, pianificazione successoria o previdenza integrativa.
Sono tutti temi importanti, ma proprio per questo devono essere analizzati con attenzione e senza conflitti di interesse.
Una consulenza finanziaria indipendente dovrebbe aiutare il cliente a rispondere ad alcune domande fondamentali:
- quale rischio sto cercando di coprire?
- la polizza proposta risponde davvero a questa esigenza?
- il costo è proporzionato al beneficio?
- le condizioni contrattuali sono chiare?
- esistono alternative più efficienti?
- il prodotto è coerente con il patrimonio complessivo, gli obiettivi familiari e l’orizzonte temporale?
Solo dopo aver risposto a queste domande ha senso valutare se sottoscrivere una polizza e quale tipologia scegliere.
Conclusione
Le assicurazioni possono essere strumenti molto utili, ma non sono tutte uguali e non dovrebbero mai essere acquistate in modo automatico e senza verifiche accurate.
Alcune coperture sono fondamentali perché proteggono da rischi gravi e potenzialmente molto onerosi. Altre polizze, soprattutto quelle con finalità finanziarie, previdenziali o patrimoniali, richiedono invece un’analisi molto più approfondita.
Nei prossimi articoli analizzeremo separatamente le due grandi aree del mondo assicurativo: da un lato le coperture danni, utili per proteggersi da eventi imprevisti; dall’altro le polizze legate alla vita, alla previdenza e all’investimento, che devono essere valutate con particolare attenzione in termini di costi, vincoli, benefici reali ed efficienza complessiva.
L’obiettivo non è scegliere una polizza perché “va fatta”, ma capire quando uno strumento assicurativo è realmente utile e quando, invece, rischia di essere inefficiente, costoso o non necessario.
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Grazie per queste piccole/grandi pillole di saggezza finanziaria. A volte si danno per certe delle convinzioni che poi non si rivelano tali.
Grazie per il commento.
Il mio obiettivo è proprio quello di fornire elementi di cultura finanziaria elementare e condurre i miei lettori sul “lato oscuro della luna”.