Ma quanto è lungo… il lungo periodo?

Capita sovente di incontrare possibili clienti che hanno subìto pesanti perdite prevalentemente su strumenti con un profilo di rischio non adatto a loro. Questi strumenti gli sono stati collocati come soluzione ottimale vendendo la “certezza” che a fronte di forti oscillazioni nel breve, nel lungo renderanno sicuramente molto. La motivazione vera di queste azioni è semplicemente nel fatto che sono molto più onerosi per il sottoscrittore e quindi molto più remunerativi per chi li colloca.

In realtà il lungo periodo non è assolutamente una certezza assoluta e il motivo è banale: a maggior rischio (certo) con la maggior durata dell’investimento, non sempre corrisponde un coerente maggior premio (incerto).

Quando per specifiche esigenze dell’investitore si renda necessario pianificare interventi anche su orizzonti temporali di più ampio respiro, occorre porre la massima attenzione e le dovute difese agli imprevisti che potrebbero accadere prima del raggiungimento di quel tempo. E soprattutto è assolutamente necessario rifuggire da tutti quegli strumenti che per struttura tecnica o di costi siano vincolanti in caso di imprevisto.

Questo articolo spiega in modo davvero eccellente i rischi o le opportunità del concetto di lungo periodo utilizzato (e comprato!) in modo acritico.

Fonte Il Sole 24 Ore

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.