L’armata Brancaleone va in battaglia. Finalmente.

In questi giorni abbiamo lo stupore di osservare:

  • Il triste spettacolo di politici che si presentano in televisione o in parlamento con o senza mascherina di protezione (indossando ovviamente quelle più inefficaci in assoluto giusto per dare il buon esempio).
  • Scuole aperte, scuole chiuse.
  • Zone rosse, gialle, zone di colori assortiti.
  • Un ragazzino che non è mai stato malato di coronavirus ma che è solo stato bloccato dalle autorità cinesi del quale ci parlano a tutti i “tiggi” come se fosse un eroe nazionale intervistando i genitori più volte.
  • Voli aperti o chiusi.
  • Regioni, Comuni, Governo centrale che non solo decidono autonomamente, ma addirittura in contrasto tra di loro.
  • Regole rigidissime e chiusura totale al mondo di alcune aree del paese come in Cina, o tutto demandato alla responsabilità personale con nel Regno Unito.
  • Manifestazioni limitate (!) con un massimo di 5.000 (!) persone (Francia) , totalmente aperte, annullate del tutto.
  • Invio di kit di analisi sbagliato (!) o mancanza totale dei kit per il corona virus (!!) come negli USA.
  • Italiani untori del mondo intero o forse no.
  • Divieto agli italiani di entrare in un paese.
  • Divieto agli italiani di uscire da un paese.
  • Una nave da crociera relegata e sigillata in un porto, non del Centro Africa, ma del Giappone, che – ovviamente – diventa una bomba batteriologica senza che si faccia nulla per moltissimi giorni.
  • Ecc. ecc.

Ecco il triste spettacolo di come il mondo intero sta gestendo il problema della sola diffusione del virus. Una vera Armata Brancaleone che invece di affrontare il problema in modo organico (e le istituzioni qualificate a farlo non mancherebbero), si affanna in un incredibile ventaglio di soluzioni nelle quali confusione, impreparazione, fantasia questa volta non solo italica, sembrerebbero l’unico tratto comune.

E il mondo politico / istituzionale mondiale dopo i primi “interventi” sicuramente più demagogici che risolutivi, quando si parla di danno o sostegno all’economia, brancola nel buio più assoluto. Una vera carta moschicida.

E se c’è un aspetto che proprio non piace ai mercati, è proprio l’incertezza.

E quindi da diversi giorni ormai non fanno altro che vendere, anche sui timori e sui dubbi in merito alla durata della fase di emergenza e alle relative conseguenze sull’economia mondiale.

Vorrei quindi, almeno per quanto concerne questo aspetto, condividere altri ragionamenti che potrebbero fornire basi di ragionevolezza all’analisi di questo momento.

Tutti gli indici sono stati probabilmente iper-venduti sulla paura di dati che ancora non sono disponibili. Non è quindi attualmente possibile valutare se i prezzi siano coerenti alla realtà della situazione.

I mercati vengono da un anno di crescita molto importante, potrebbe essere che investitori qualificati con la scusa della paura vogliano solo monetizzare i recenti guadagni facendo scendere i mercati per poi rientrare.

Ci sono molti operatori che guadagnano pesantemente con i mercati al ribasso (e magari con posizioni a leva) e quindi hanno tutto l’interesse ad amplificare e quindi sfruttare gli effetti negativi delle operazioni di vendita.

Per un venditore c’è inevitabilmente un compratore e, in questi momenti, il secondo sa – probabilmente meglio del primo – ciò che sta facendo.

Sui mercati mondiali operano ormai per oltre il 70% sistemi completamente automatici di compravendita. Questi si basano sostanzialmente sull’analisi degli stessi elementi ai quali poi danno pesi, interpolazioni e quindi interpretazioni diversi. Essendo però gli dati sostanzialmente simili quando non identici, un segnale negativo rimane tale per tutti i sistemi, quindi la “visione” di tutti i trading system si orienta in una direzione simile. Ampliando le vendite.

Questo sarà un anno importantissimo per l’Amministrazione USA, che dovrà “in qualsiasi modo” sostenere l’economia americana anche e soprattutto visto che ormai dati alla mano la politica dei dazi è stata pesantemente negativa.

La Cina è uno dei principali produttori di PIL al mondo e né la Cina, né il resto del mondo possono permettersi un suo eccessivo rallentamento. E, ovviamente, viceversa.

Le Istituzioni sembrano in fase di valutazione non tanto della situazione attuale che è ora di fatto impossibile da determinare in modo sufficientemente preciso, quanto delle reali conseguenze che ne deriveranno e molto dipenderà dalla durata e dall’intensità del contagio. Appare impossibile immaginare che non metteranno in atto manovre di sostegno pesanti a sostegno della crescita mondiale. Inoltre, queste Istituzioni hanno un grande “vantaggio” nei momenti delle scelte difficili: essendo di fatto sostanzialmente indipendenti dal potere politico e gestite da tecnici preparati, possono prendere decisioni impopolari sulle quali poi i politici potranno scaricare la loro demagogia elettorale. Peraltro, anche la politica sarà sicuramente costretta a un secondo livello di intervento, non tecnico ma sostanzialmente orientato a politiche fiscali e / o sociali e in quella fase verranno giocate le carte più importanti.

Quindi rimango convinto che la scelta corretta sia quella già ribadita di non operare scelte emotive, di osservare quella che sarà l’evoluzione reale di questa situazione e infine che la politica dei piccoli acquisti su di un orizzonte temporale non breve, potrà portare un importante contributo positivo.

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