L’araba fenice, una strana creatura che rinasce dalle proprie ceneri. Sempre.


La leggenda racconta di questo uccello che, dopo la sua morte, rinasce dalle proprie ceneri senza soluzione di continuità.

Questo mito può avere un riferimento diretto nella realtà del mondo degli investimenti?

Purtroppo sì e molte, troppe persone continuano senza sosta a cadere nei suoi artigli.

La versione attuale del racconto mitologico si chiama truffa. Che continua a morire e rinascere senza sosta.

Come libero professionista ho diversi doveri professionali e tra questi, uno di quelli che ritengo più importanti, è quello di diffondere cultura finanziaria. Ecco quindi che ho deciso di tornare su questo tema che, come dimostrano la realtà e gli esempi che ho riportato, potrebbe impattare su chiunque, indipendentemente dal censo, dai propri studi, dal proprio percorso di vita.

Quali sono i principali punti deboli comuni a qualsiasi essere umano sui quali va a colpire un truffatore?

  • L’ingordigia
  • La creazione di un’immagine di affidabilità, tanto elevata quanto facilmente verificabile ma assolutamente senza riscontri dopo una banale verifica
  • La fiducia troppo facilmente riposta
  • La mancata verifica oggettiva (vedi punti precedenti) delle referenze professionali del truffatore
  • La scarsa preparazione oppure o, peggio ancora, l’errata consapevolezza di elevata preparazione
  • La possibilità in caso di fasi di mercato difficili (e persistenti) di sentirsi disorientati e non sapere più come e dove investire in modo rassicurante
  • La creazione di una storia professionale non corrispondente alla realtà, ma magari supportata da aspetti oggettivi (es. uffici prestigiosi) che altro non sono che una sorta di facciata rassicurante dietro ai quali non vi è nulla di concreto
  • La proposta di operazioni / veicoli di investimento non normati (e quindi protetti)
  • La “necessità” di investire in contanti

Aspetti difficili da affrontare per l’investitore? Direi assolutamente no.

Quali sono i principali comportamenti che posso evitare gran parte delle truffe?

  • Porsi qualche domanda banale: “Come mai questa proposta di investimento promette guadagni così elevati rispetto a quelli che si possono facilmente rilevare sui siti internet affidabili (es. Sole 24 Ore)”, “Qual’è il motivo, oggettivo e realmente verificabile, per il quale questa proposta di investimento viene proposta solo a me e non è facilmente reperibile per chiunque?”, “Se un mercato premia con una certa percentuale il rischio per un investitore e questa proposta mi rende il doppio o il triplo dov’è il relativo maggior rischio?”. Esempi banali ma mai verificati.
  • Il proponente è conosciuto da anni e ritenuto quindi affidabile. Ma lo è – ancora – nella realtà? Ha mai avuto problemi in precedenza (vedi esempi)? Un controllo presso gli organismi di vigilanza può fornire una buona scrematura rispetto a chi non vi è regolarmente (o non vi è più) registrato.
  • La fiducia non è un blocco di granito messo nel proprio giardino. É un aspetto che deve essere regolarmente verificato su basi oggettive e non emotive (parenti, amici, ecc.). Un professionista serio non deve temere questa azione ma anzi esserne contento perché il risultato sarà fonte di orgoglio e qualifica professionale.
  • Le asimmetrie conoscitive sono un pesante fardello in particolare degli italiani che notoriamente hanno una scarsa preparazione finanziaria. Può essere un problema relativamente grave a condizione di esserne coscienti e quindi agire di conseguenza prima di firmare un contratto. Vero o falso che sia.
  • Molti di noi sono figli dei tempi del BOT al 10% “sicuro” e facile, ma i tempi sono cambiati radicalmente e ormai si presentano con maggiore frequenza fasi di mercato davanti alle quali si può arrivare ad essere disorientati quanto non anche spaventati. La regola è non fare mai nulla che non sia stato spiegato e soprattutto non perfettamente compreso. Piuttosto meglio non agire in attesa di una situazione più chiara.
  • Un bell’ufficio, una macchina prestigiosa, abiti eleganti e grande capacità relazionale non sono necessariamente sinonimi di qualità e solidità. Una verifica banale, informale e veloce ma assolutamente oggettiva può essere di aiuto. Vi sono, per esempio in Gran Bretagna o in Olanda, interi fabbricati affittati come uffici ad aziende di investimento. Alcuni investitori hanno soddisfatto la loro emotività andando a vedere su Google Maps le foto della sede di quell’azienda e vedendo il prestigioso fabbricato con all’esterno con la targa sull’ingresso, si sono sentiti sicuri. Peccato che quegli uffici fossero affittati per un mese, che contenessero solo una sedia e un telefono e che fossero stati locati da una fantomatica azienda sparsa in qualche isola dell’oceano.
  • Il vastissimo mondo dei possibili investimenti può essere suddiviso (anche) in due sole parti: A) I veicoli di investimento normati nel proprio paese o area (Europa) B) Tutti quelli che non sono normati. La tutela perfetta e assoluta non esiste in quanto ci deve essere anche da parte dell’investitore una presa di coscienza e di responsabilità. Tuttavia bisogna sempre ricordare che i primi sono caratterizzati da un livello di protezione mediamente piuttosto elevato dato dal rispetto vincolante della legge di riferimento. I secondi, semplicemente, non ne hanno alcuna.
  • Gli investimenti in “contanti” oltre a non essere legali, non offrono alcun tipo di tracciabilità e quindi precludono a qualsiasi ipotetica di rivalsa.

Ho scritto queste righe con la speranza di poter essere di aiuto a chi avrà avuto la pazienza di leggere fino in fondo perché purtroppo ho dovuto assistere direttamente a situazioni di questo tipo e le conseguenze mi hanno comunque segnato anche se ero un semplice spettatore.

Ho anche, purtroppo, la certezza che l’araba fenice continuerà a rinascere dalle proprie ceneri.

Roberto Dolza