Circolare 06/2020 – Aggiornamento e nuovo articolo da Il Sole 24 Ore

Gentili clienti,

Riprendo la progressione degli eventi principali di questa crisi per poi condividere con Voi alcune considerazioni.

1) Nella fase iniziale di “scoperta” del problema la reazione dei governi è stata totalmente orientata al contenimento della pandemia.

2) Le prime misure a carattere economico sono state poco più che panni caldi, sia da parte dei governi che da parte delle Banche Centrali.

4) Compresa finalmente la gravità della situazione FED e BCE hanno messo in atto una seconda e ben più importante azione anche se pur sempre limitata (QE da 700 e 750 mld).

5) Davanti alle evidenze che si sono susseguite Federal Reserve e Banca Centrale Europea hanno successivamente deciso che i QE sarebbero diventati SENZA LIMITI. Siamo entrati quindi nella seconda fase di questa crisi: l’intervento con misure decisamente pesanti. Questo è un passaggio storico perché si esce da un ambito di scelte meramente economiche per entrare in quello, infinitamente più importante, di quelle a carattere politico. La storia dell’ultimo decennio dimostra che senza l’approvazione di tutta la politica europea, il QE senza limiti non si sarebbe mai potuto realizzare.

6) I governi europei hanno accettato cambiamenti epocali che solo un paio di mesi fa sarebbero apparsi come pura fantascienza. Infatti e per la prima volta: A) l’Italia ha spazi di manovra illimitati, B) il patto di stabilità è stato sospeso, C) il QE non è più suddiviso per pesi diversi a seconda del contributo versato dai singoli Paesi al bilancio federale, ma la BCE potrà acquistare a sua assoluta discrezionalità, D) dovrebbe sgretolarsi l’ultimo grande baluardo di divisione tra i Paesi nordici e quelli mediterranei: la condivisione del debito attraverso l’emissione di obbligazioni garantite da tutti i membri dell’Unione (indipendentemente dalla futura denominazione Euro Bond, Covid Bond ecc.).

7) Cina e Corea del Sud appaiono come validi esempi della ragionevole evoluzione di un Paese dopo essere stato colpito dal virus e dovrebbero fare riflettere.

Ultimamente sono stati pubblicati alcuni articoli che ipotizzano un’inizio di ripresa per l’ultimo trimestre dell’anno e di conseguenza POTREBBE realizzarsi un importante rimbalzo. Questo è decisamente un’approccio ottimista almeno rispetto ai dati attuali, ma forse non è del tutto infondato.

Oggi è fondamentale rilevare che il mondo è stato sostanzialmente posto in ibernazione. Mantiene quindi molte potenzialità che non possono essere espresse.

A seconda della durata di questa fase, cambieranno la forza e la rapidità della successiva ripresa.

Rimango a Vostra disposizione per qualsiasi chiarimento e allego il link a questo articolo de Il Sole 24 Ore.

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Roberto Dolza

 

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