La bolla dei subprime potrebbe ritornare?

Molti tra i nostri lettori, dopo 10 lunghi anni, probabilmente ricordano vagamente l’origine e il successivo sviluppo del problema dei mutui subprime.

Negli Stati Uniti intorno agli anni ’90 si verificò un ciclo di grande crescita (in buona parte drogata da forti deregolamentazioni), ma dalle basi tutt’altro che solide. Di quel periodo torna ancora alla memoria la corsa del mercato azionario USA e il legame davvero folle con il mercato immobiliare che la alimentava.

In pratica Mr. Smith (buon lavoratore e solido cliente bancario) acquistava grazie a un mutuo una casa di costo ipotetico 100. Poi, dopo pochi anni vista la notevole crescita del valore dell’immobile, tornava in banca e si faceva ri-finanziare in base al nuovo valore della casa che ipotizziamo cresciuto a 130. Incassava quindi 30 di nuova liquidità. E cosa faceva Mr. Smith con il nuovo cash? Acquistava auto, televisori, barche ecc. Ovviamente gli utili delle aziende crescevano a ritmi incredibili insieme all’economia.

A quel punto anche Mr. Ford decise di fare altrettanto. Solo che in un clima di “esuberanza irrazionale” coloro decidevano se erogare i mutui “prestarono ben poca attenzione” al fatto che Mr. Ford non era in realtà minimamente solvibile. Il vento sembrava soffiare leggero e costante e quindi furono concessi molti di questi finanziamenti.

Con il tempo però molte banche vista la diffusione (anche) di questi mutui detti subprime, iniziarono a pensare che nel tempo avrebbero potuto diventare un grosso problema e trovarono quella che dal loro punto di vista era la soluzione ideale: cartolarizzare questi mutui. Detto in termini volutamente semplicistici si trattava di “impacchettare” questi crediti in particolari veicoli finanziari e quindi di cederli ad altri investitori. L’aspetto che rese esponenziale la gravità delle conseguenze è che questi prodotti furono loro volta “impacchettati” in una varietà di matriosche finanziarie sempre più articolate e quindi difficili da valutare correttamente. E, incredibilmente, queste bombe ad orologeria furono acquistate a piene mani da entrambi i lati dell’Atlantico; anche da banche molto importanti e famose, in particolare dell’Europa centro settentrionale.

Cosa accadde poco dopo, ormai è noto a tutti.

Se provate a digitare su Google le parole “subprime comics” e poi selezionate Immagini, il legame di quei tempi tra finanza e immobili appare in tutta la sua tragicità.

Oggi la situazione è sotto molti aspetti assai diversa (anche se purtroppo negli USA si sta facendo forte la voce di coloro che vorrebbero nuovamente deregolamentare la finanza). Tuttavia ci sono settori del credito che – non solo negli Stati Uniti – possono arrivare a surriscaldarsi in modo da creare qualche dubbio.

Questa volta sicuramente, ci saranno molti e più approfonditi controlli da parte delle Autorità di Vigilanza e l’attività delle banche centrali è si è molto evoluta e intensificata proprio su questi temi.

“Si dice” che mentre in Italia esista il problema dei crediti inesigibili, in altri Paesi non dell’area mediterranea ci sia ancora molta spazzatura nascosta sotto i tappeti con la veste assai varia di strumenti derivati legati ai subprime che furono acquistati proprio verso la metà – fine degli anni ’90 per i quali non si è ancora trovata una soluzione allo smaltimento.

Speriamo bene.

Fonte: Bluerating.com

A volte – purtroppo – ritornano. Il caso della direttrice delle Poste.

Il pericolo di truffa. Proprio dove il risparmiatore non se lo aspetterebbe.

Purtroppo non esiste rimedio definitivo. Quando una persona con incarichi di responsabilità, nel mondo bancario, assicurativo o postale decidere di delinquere ha inevitabilmente lo spazio per farlo nonostante i controlli siano sempre più stringenti ed efficienti.

La “madre di tutti i problemi” consiste nel fatto che questi operatori possono operare direttamente sia con il denaro dei loro clienti (a seconda dell’attività con limiti e modalità diversi), sia anche attraverso modulistica che si può facilmente manomettere o compilare in modo scorretto per un uso truffaldino.

Diventa quindi possibile sottrarre direttamente attivi dai depositi dei clienti, ma anche dirottare il frutto di una normale operazione di disinvestimento verso conti correnti non di loro titolarità.

L’unica vera difesa consiste nei controlli da porre in atto proprio dai clienti su qualsiasi operazione venga intrapresa.

Controlli innanzitutto sulla modulistica che DEVE essere compilata in ogni sua parte PRIMA del momento della firma del cliente, ma anche controlli ex post per verificare che l’operazione richiesta abbia immediato e ufficiale riscontro di corretta e completa conclusione.

Se solo si attuassero queste semplici attenzioni (che nulla tolgono ai professionisti onesti, ma che anzi li valorizzano) lo spazio di manovra dei truffatori si ridurrebbe davvero a livelli minimali.

Purtroppo eccesso di fiducia e mancanza di verifiche portano a molti pesantissimi casi di sottrazione.

Crediamo in ultimo opportuno ricordare che secondo la normativa attuale, ai consulenti finanziari indipendenti (o autonomi) è esplicitamente proibita QUALSIASI operazione sugli attivi dei propri assistiti. Essi possono esclusivamente emettere documenti denominati raccomandazioni che sono indicazioni operative, che potranno (e non necessariamente dovranno) essere messe in opera dai loro clienti presso gli intermediari ai quali si affidano.

La differenza crediamo non sia da poco.

Fonte ADN Kronos

La nuova transumanza è iniziata. Attente pecorelle!

Come guidare il risparmiatore verso prodotti sempre meno trasparenti e sempre più cari per recuperare commissioni e vincoli temporali.

C’era una volta, in un’epoca distante una manciata di decenni, una terra meravigliosa, baciata dalla Natura in tutte le sue infinite forme.

Il terreno era costituito da dolci pendii e irrorato da piccoli torrenti che scrosciando portavano l’acqua fresca che un tempo sempre clemente donava con abbondanza.

I prati erano ricchi di erba fresca e profumata e anche gli inverni, per quanto freddi, venivano superati agevolmente dagli animali che partecipavano al meraviglioso ciclo della vita in condizioni davvero uniche. Anche i predatori erano pochi e il prezzo che chiedevano a Madre Natura era tutto sommato più che accettabile.

Infine su quei territori vigilava quella che tutti chiamavano l’Autorità Locale e che controllava – almeno così si diceva – che tutti gli animali avessero identiche e giuste condizioni di vita. Anzi, tra gli animali più vecchi si vociferava che ci fosse addirittura una seconda Autorità (detta “Autorità Suprema”) con poteri ancora maggiori, che vigilava anche sulle valli vicine, fino addirittura al confine con il lontano mare del Nord.

In una parte di quel territorio viveva in condizioni idilliache un gruppo di meravigliose pecorelle. Godevano senza particolari sforzi di tutto quanto quella terra benedetta donava loro e soprattutto erano libere di fare ciò che più le aggradava e spostarsi senza limiti; forse l’impegno più gravoso era dedicato all’attenzione per i pochi lupi.

Un giorno arrivò un gruppo di pastori che fece una proposta al gregge: “Se ci darete una parte del vostro vello, noi vi proteggeremo per sempre dai lupi e voi rimarrete comunque libere nel vostro territorio”. Le pecorelle si riunirono e pensarono: “In fondo cosa sarà mai una piccola tosatura ogni tanto? Sicuramente non sarà dolorosa e in cambio saremo più sicure, protette dai nostri predatori.” E quindi accettarono la proposta.

Giunto il momento della prima tosatura, scoprirono che si dovevano incanalare tra due file di paletti, sempre più vicini, fino al punto in cui ogni singola pecora doveva affrontare il suo momento. Che brutta situazione, abituate alla libertà assoluta! I pastori le rassicurarono dicendo loro che, subito dopo aver pagato il loro pegno, sarebbero state nuovamente libere di correre nel loro territorio. Scoprirono purtroppo che la tosatura era un processo molto doloroso e che, al momento di tornare libere, si sarebbero ritrovate completamente “nude”, totalmente prive del vello che fino a quel momento le aveva protette negli inverni precedenti. Qualcuna si lamentò, ma alla fine prevalse l’idea che l’Autorità Locale (o erano due?) avesse permesso questo patto, perché lo riteneva non lesivo degli equilibri della natura.

Le pecorelle con il tempo si adattarono alla nuova situazione.

Qualche anno dopo, sentirono nella valle un rumore che trasmetteva un’idea di potenza mai vista prima. Poco dopo apparve all’orizzonte una lunga colonna di nuovi pastori che disponevano di macchine scintillanti e di dimensioni gigantesche.

Che fascino emanavano nelle povere pecorelle ormai rassegnate a passare gli inverni nel loro meraviglioso territorio, senza più copertura del loro mantello e costrette a subire regolari tosature! Tutto emanava una fortissima sensazione di efficienza, di ricchezza, di sicurezza e… di protezione.

Dal primo lussuoso veicolo scese il capo dei nuovi pastori, che vestiva un meraviglioso abito, sul quale faceva bella mostra un’appariscente mostrina con la scritta: “Pastore Autorizzato”. Immediatamente disse loro che addirittura l’”Autorità Suprema” (ma allora esisteva davvero!) aveva decretato che fino ai confini del mare del Nord le pecore dovessero godere di una maggiore protezione. Ma non solo. Aveva anche stabilito che il prezzo pagato ai precedenti pastori era stato troppo caro.

Incredibile!

Le povere pecorelle si guardarono stupite e più di una svenne dall’emozione! Qualcuna a dire il vero osservò che molti dei nuovi Pastori Autorizzati avevano lo stesso viso dei vecchi pastori, ma vennero subito messe a tacere a fronte della nuova incredibile situazione. Una delle più sagge e ormai abituate a trattare con i precedenti pastori chiese cosa avrebbero dovuto fare per ottenere tutto questo.

Il capo dei nuovi Pastori Autorizzati disse: “Quasi niente! Noi asseconderemo le indicazioni dell’”Autorità Suprema” e, per farlo, vi costruiremo un nuovo grandissimo riparo. Questo sarà costituito da casette costruite sopra altre casette e ovviamente per ogni casetta il prezzo da pagare sarà diverso, ma comunque equo. Tutte sarete protette non solo dai lupi, ma anche dai freddi inverni perché, proprio grazie alle casette costruite le une sulle altre, neanche più vedrete che tempo farà fuori e non vi accorgerete quasi del costo ragionevole che ci dovrete pagare! Non solo, con questa soluzione potrete anche avere enormi vantaggi fiscali e per la successione per i vostri agnelli!”

Le casette sulle casette, i vantaggi fiscali e nessun problema di successione pensarono le pecorelle?!? Meraviglioso!

Unica condizione è quella di accettare una piccola transumanza verso le nuove strutture, che sicuramente sarebbero state approntate in tempo per le nuove norme stabilite dall’”Autorità Suprema”.

La discussione tra i poveri animali questa volta fu molto accesa. Valeva davvero la pena di lasciare il loro meraviglioso territorio in cambio di maggiore protezione? E poi come sarebbe stata la vita dentro le casette sopra le casette? Inoltre il capo dei Pastori Autorizzati non aveva definito esattamente il prezzo da pagare. Alcune pecorelle non erano affatto convinte di abbandonare la loro libertà e il luogo da favola in cui erano nate e cresciute. Alla fine prevalse il pensiero che, se l’”Autorità Suprema” con tutto il suo potere di controllo e di protezione aveva deciso così, avrà avuto degli ottimi motivi; in più valeva sicuramente la pena di cambiare il più bello dei prati con la certezza di protezione e inverni senza vello, ma caldi. E poi invece che una sola pesante e dolorosa tosatura, sola una più piccola per ogni casetta! Diciamola tutta, anche il fascino del nuovo interlocutore era davvero fortissimo, voce calma, tono suadente e quello stile così rassicurante.

La decisione della maggioranza alla fine fu quella di accettare la proposta. Tutto quello splendore, quella potenza ed efficienza facevano davvero ben sperare per una vita migliore.

Immediatamente iniziò la costruzione del nuovo immenso rifugio promesso dal nuovo capo dei Pastori Autorizzati. Grande, meraviglioso, splendente di luci e colori! Osservando la costruzione, dall’esterno addirittura  si vedevano le casette sopra le altre casette. Erano talmente numerose le une sulle altre che il fabbricato divenne altissimo! Ci siamo! Finalmente, protette, con costi minori, con i vantaggi fiscali e al calduccio d’inverno!

Stranamente qualcuna ancora dubitava; le pecorelle erano ancora divise nei loro cuori e alcune di loro decisero di non seguire subito il gregge nella transumanza proposta. Altre invece decisero che non avrebbero mai accettato e quindi sarebbero rimaste comunque libere nei loro meravigliosi prati.

Lentamente a gruppi di diversi animali, quelle che avevano accolto la proposta, entrarono incuriosite nell’enorme fabbricato. Le altre rimasero a guardarle fino a quando i loro belati si affievolirono, per poi cessare del tutto alla chiusura delle grandi porte.

Nella valle rimasero pochi animali a vivere con tutto quanto Madre Natura aveva donato loro. Attaccate a volte dai lupi, ma libere e senza costi inutili da pagare a pastori di cui ormai non si fidavano più.

Nel grande rifugio invece calò il silenzio. Per sempre.

Meditate pecorelle, meditate.

La nuova transumanza è appena iniziata.

Fonte Citywire

 

 

 

 

Il costo dei fondi comuni in Italia. Il nuovo studio realizzato dalla CONSOB

L’Autorità di Vigilanza italiana la CONSOB ha recentemente pubblicato un nuovo documento nel quale si analizzano i costi dei fondi comuni in Italia.

Dalla lettura di questo interessante lavoro traspare chiaramente che il sistema è gravato da pesanti oneri, sia di sottoscrizione che di gestione.

L’aspetto più diretto e probabilmente rilevante è il fatto che ci possano essere dei prodotti con costi di gestione talmente onerosi da essere superiori agli utili, che di conseguenza generano rendimenti negativi per i sottoscrittori.

Questo aspetto si innesta anche sul tema (qui non trattato) che molti gestori, pur facendosi pagare laute commissioni e dichiarandosi attivi non riescono a fare meglio del loro mercato di riferimento.

Il tema dei costi quindi andrebbe affrontato dai risparmiatori con la stessa attenzione con la quale analizzano le caratteristiche di un’automobile prima dell’acquisto.

La trasparenza dei dati è ormai garantita a livello accettabile; ciò che quasi sempre manca è la voglia di informarsi per tempo.

Fonte: CONSOB

Ancora sulle criptovalute

Il tema delle criptovalute è ancora molto dibattuto soprattutto dopo i pesanti crolli di pochi giorni fa.

Se la tecnologia sottostante (Blockchain) è sicuramente molto interessante (quando saranno eliminati alcuni deficit attuali), i limiti del modo di queste valute sono ancora evidenti e pesanti.

Sono soprattutto due a nostro avviso i principali rischi: A) la mancanza di regolamentazione e quindi la pesante componente legata a vere e proprie truffe B) il rapporto tra premio e rischio che è ancora decisamente sbilanciato e limitato a investitori puramente speculativi come peraltro hanno dimostrato le oscillazioni dei corsi.

Sarà interessante seguire l’evoluzione di questi strumenti sia dal punto di vista normativo, sia da quello della selezione che comunque verrà fatta dal mercato.

In questo articolo de Il Sole 24 Ore ci sono interessanti spunti per riflettere su questi rischi.

 

Merrill Lynch vieta i bitcoin ai suoi 17mila consulenti finanziari

Si parla tantissimo recentemente delle diverse criptovalute, ma se una banca come Merril Lynch li vieta, è un buon motivo per porsi qualche domanda in più prima di lanciarsi in questa nuova scommessa.

Fonte: CNBC